Un’accoglienza di qualità per le bambine e i bambini sahrawi

    Guardo sul tavolo della cucina il pass per il Convegno “Piccoli ambasciatori di pace. Seminario nazionale post-accoglienza2009″. Sabato 5 dicembre sono stata ospitata nella sala conferenze del Museo Geopaleontologico, presso il castello di Lerici, insieme ad una cinquantina di rappresentanti delle Associazioni italiane di solidarietà con il popolo Sahrawi. Chiusi in una fortezza a picco sul mare in una soleggiata giornata dicembrina forse potevamo sembrare anche noi dinosauri, col nostro impegno di solidarietà non ancora estinto.

    Mi hanno colpita, negli interventi che ho ascoltato, la serietà e la passione, lo sforzo coordinato all’unità su un obiettivo: un’accoglienza di qualità alle/ai bambine/i sahrawi nel 2010.

    Come unica rappresentante lombarda, sestese (il nostro Comune è sede del coordinamento regionale), ho apprezzato la franchezza, la concretezza nell’affrontare criticamente i problemi emersi. Le piste di riflessione viaggiavano su diversi binari: il trasporto in Italia, la sua sostenibilità economica, ma anche la sua affidabilità (voli charter/linea, puntualità degli arrivi, trasferimenti), la scelta e la formazione degli accompagnatori sahrawi, precisi protocolli per i controlli sanitari, un progetto didattico/culturale per il soggiorno. A livello nazionale si sta formando quest’anno una équipe responsabile del progetto e della sua realizzazione, di cui farà parte un sahrawi, Yakoub, che conosciamo come associazione delle donne. Così già avviene in Spagna.

    Il segretario di Stato alla gioventù della RASD (Repubblica Araba Sahrawi Democratica) M.Mouloud ha chiesto la presenza ai campi profughi, di personale italiano qualificato, come aiuto nella compilazione delle liste dei bambini. Ci ha chiesto anche di avviare una collaborazione con il Ministero della salute italiano per avere un trattamento uniforme sul territorio nazionale. Già in Toscana le ASL si fanno carico dei problemi sanitari dei bambini. Quest’anno 479 persone, tra minori ed accompagnatori, provenienti dai campi profughi, sono stati in Italia per i due mesi estivi di luglio ed agosto e nessuna associazione vuole diminuire il numero dei ragazzi ospiti, nonostante le difficoltà che la crisi economica pone.

    Come CESPI diamo un nostro piccolo contributo al progetto culturale, dovuto al felice incontro con la casa editrice Zambon di Francoforte. Presenteremo alla Fiera della Piccola e Media editoria indipendente di Milano (SuperstudioPiù Via Tortona MM P.ta Genova) Sabato 12 dicembre allo spazio rosso alle ore 17,30, la versione italiana del libro Il viaggio di Abdel (di Enrique Paez), che narra le avventure di un ragazzo sahrawi, immigrato in Spagna col padre. Il testo, per ragazzi dai 10 anni, apre la collana ALTER-NATIVUS, dei Laboratori del CESPI  giocati nelle scuole primarie e secondarie della nostra città. Nelle ultime pagine è descritto il laboratorio di calligrafia araba tenuto presso la scuola media don Milani  nel luglio 2009. Speriamo che anche in Italia, come già in Spagna, molti lo leggano ed anche lo regalino ad altri, per far conoscere la causa dei Sahrawi.

    Vorrei però dedicare le ultime righe concesse a due anziani ortolani di Lerici che, vendendoci frutta e legumi, hanno voluto dirci quanto sia bello ed utile per “i nostri ragazzi qui” partecipare all’accoglienza dei ragazzi sahrawi. A loro va il mio ringraziamento sentito.

    Patrizia Minella