Un caloroso augurio da Abobo (Etiopia)

Un caloroso augurio da Abobo (Etiopia)

    Continua la pubblicazione delle lettere che, periodicamente, Maria Teresa Reale invia agli amici italiani dall’ Etiopia. La dottoressa Reale è medico e responsabile del Centro Sanitario  di Abobo, una piccola città situata in Gambella, la regione più povera dell’Etiopia, ai confini con il Sudan.

    Abobo 20 Dicembre ‘12

    Carissimi amici non posso lasciar passare questi giorni e questo giorno così importante , il vostro Natale, senza raggiungervi almeno con due parole di saluti e di auguri. Dico il “vostro”, perché noi lo festeggeremo al 7 gennaio….e ci rimane un po’ di tempo per prepararci. Anche se il tempo sta davvero diventando anche per noi un bene prezioso, raro, assolutamente insufficiente per le necessità imposte dalla realtà che viviamo. Siamo infatti di nuovo in situazione di epidemia di malaria. Esattamente come lo scorso anno…dopo un preludio di tre mesi in cui i numeri dei casi erano più del doppio del normale…e ripetuti e inascoltati preavvisi da parte nostra…..arriva un giorno in cui la situazione “esplode”. Ed è effettivamente “scoppiata” e conclamata dalla settimana scorsa. Qui il detto “uomo avvisato mezzo salvato” non funziona mai….nonostante tutti i nostri puntuali report, denunce della crisi che si avvertiva imminente, dichiarazioni ufficiali ecc……per far scattare una reazione nelle autorità locali e regionali c’e’ stato bisogno di una visita ufficiale delle autorità nazionali al nostro centro, alcuni giorni fa, e della nostra denuncia pubblica dell’inefficienza del sistema ordinario di monitorizzazione e di lavoro sul territorio, sia preventivo che terapeutico. Veramente in queste settimane l’impressione che si riceve entrando nel nostro centro sanitario è di trovarsi in un posto che “sta scoppiando”. Siamo alle solite: numeri esagerati di pazienti agli ambulatori a tutte le ore, esaurimento di tutte le possibilità di ricovero dei malati….che ormai sono sotto tutte le verande, all’aperto,con la temperatura che di notte scende di parecchi gradi, sdraiati su teli di plastica, affidati alle cure del personale che ovviamente non è in grado di coprire i turni, di tenere i ritmi, di rispondere ai bisogni . E sempre con la consapevolezza di non avere a disposizione abbastanza farmaci …. . Ora le autorità locali e regionali si stanno organizzando e pianificando un intervento su larga scala…. speriamo di vederne i frutti presto. Una cosa è certa: il Signore non può abbandonare questa gente che cammina 10 km e anche di più, per portare un bimbo ammalato o per ricevere un minimo di attenzione e cure…e allora gli chiediamo che ci aiuti ancora una volta dunque a continuare ad essere Suoi strumenti. Siamo convinti che è a Lui che dobbiamo in realtà affidare la vita di ogni persona che incontriamo e di ciascuno di noi, affidargli il futuro anche incerto della continuità di un posto come questo. Approfitto di questo momento per ringraziare anche ciascuno di voi che, ancora una volta, ci siete vicini con generosità e costanza. A tutti e a ciascuno un augurio di Buon natale e di un nuovo anno di pace.

    Tere