Riprendiamo

Riprendiamo

    24 febbraio 2012

    NUOVI SESTESI, RIPRENDIAMO.

    Riprendiamo. Ci eravamo lasciati ormai più di un anno fa ma oggi torniamo a riempire queste pagine di parole e di nomi che ancora non riconosciamo come nostri, di temi che ancora percepiamo come lontani, di argomenti che ancora ci risultano estranei; riprendiamo e continuiamo a parlare di Sesto San Giovanni.

    Riprendiamo perché crediamo sia essenziale analizzare le realtà che stanno emergendo in modo repentino nelle strade della nostra città andando a darle una conformazione nuova, un colore diverso; riteniamo di grande importanza dare voci e nomi alle persone che rendono il nostro paesone un crocevia di volti esotici e di lingue altre; pensiamo sia fondamentale regalare ai sestesi un punto di vista nuovo, quello che non ci appartiene. Il nostro è un percorso verso una maggiore consapevolezza dei cittadini, di tutti coloro che abitano e vivono la città di sesto, nuova o vecchia che sia. Sarà nostro obiettivo far sapere anche a quelli che non conoscono i migranti e non hanno mai sperimentato la migrazione che migrare è una possibilità ed anche uno stato mentale; servirà, ci auguriamo, anche a quelli che viaggiano e a quelli che mai sono migrati, ma che agli immigrati negano il diritto di esistere…

    Riprendiamo ma per farlo non ci possiamo limitare, come spesso capita, ad affidare a noi stessi la descrizione di questi nuovi mondi che ci orbitano accanto e con i quali molto spesso non entriamo in contatto. Non intendiamo parlare di migranti, stranieri, seconde generazioni o come li si voglia chiamare, come si fa con gli animali, tenendosene a distanza e filtrandone i comportamenti attraverso gli occhiali che sono tipici di noi occidentali DOC. Uniremo i pareri di autoctoni italiani e non, di persone che abitano le nostre strade da pochi mesi e di altre che a Sesto sono nate e vissute, raggiungendo attraverso questo processo dialettico un nuovo modo di approcciarci alle cose, un nuovo modo di vederle e quindi di viverle. Vogliamo creare qualcosa di nuovo perché, anche grazie a questo piccolo e modesto contributo, un giorno si possa mettere un punto e andare a capo, smettere di riconoscerci come Cittadini e cominciare ad intenderci come Nuovi Cittadini, non più solo sestesi, ma Nuovisestesi.

    Michele Foggetta