Ricordo di Sara

Ricordo di Sara

    Ci ha lasciati Sara Bianchi, giornalista del Sole24ore, sposata a Francesco: con lui ci aveva offerto da volontaria un breve, ma intenso e qualificato corso di formazione per giovani giornalisti. E’ stato un privilegio poterla conoscere ascoltare.

    Siamo vicini ai suoi genitori, Silvia e Giovanni ( il nostro Presidente) e la ricordiamo con le parole dei suoi colleghi…..

    Ricordo di Sara, la bella ragazza dalla giacca rossa

    di Giuseppe Ceretti - 12 ottobre 2013 - http://www.ilsole24ore.com
    Non c’è morte che si possa accettare con levità, anche quando le stagioni della vita paiono compiute nella loro interezza. Ma che Sara ci abbia lasciati nel pieno rigoglio dei suoi anni sembra una ferita enorme, impossibile non solo da sopportare, ma da accettare.
    Certo ci sono altri, prima di noi suoi colleghi di lavoro, che oggi sono costretti a far fronte all’indicibile strazio. Sono il nostro collega Francesco, suo marito, che proprio qui la conobbe e che qui s’innamorò di lei; sono mamma, papà e fratello. A loro in questi istanti va il nostro pensiero, un sentimento di comunanza senza aggiunta di altre inutili parole.
    Noi la ricordiamo al suo posto nella redazione online e prima ancora di fronte alla schermo della nascente tv del Sole qualche tempo fa. Chi è quella bella ragazza bionda, con la giacca rossa, che attacca la non stop di quel fatale 11 settembre e tiene con abilità il filo della sconvolgente giornata, incubo per il mondo intero? Chi è, negli anni che seguono, che presta il bel volto e l’affascinante voce a comporre il filo narrativo delle lunghe maratone elettorali? Chi è che segue con inalterata passione le sempre più indecifrabili vicende politiche del nostro Paese in questi tempi che ci provocano tanto smarrimento?
    Sara, lo diciamo ai nostri lettori senza un briciolo di retorica, amava il suo mestiere e soprattutto il suo incarico legato alla politica. Mai s’è lasciata prendere da facili conati di qualunquismo. Al contrario, si ribellava a questo modo d’intendere e senza il timore di apparire ingenua, respingeva la nostra facile professione di cinismo.
    Sara credeva con fermezza nella politica come la più alta espressione dell’agire nel sociale, in ciò educata da una famiglia che aveva ancorato la propria fede e le proprie credenze religiose all’impegno politico per i più deboli. Quando la si invitava a prendere nota con il pessimismo della ragione della decadenza di certi costumi, ti rispondeva che comunque non esiste altra strada se non quella faticosa della democrazia e del confronto. Che si fa, ti diceva? Tocca a noi, anche con il nostro mestiere, aiutare a trovare sbocchi, prospettive, individuare donne e uomini di buona volontà, restituire alla politica il suo compito più alto. Guai a mollare.
    Ecco perché il suo bel sorriso oggi si agita di fronte a noi, nelle nostre menti e soprattutto nei nostri cuori. Sapere che se n’è andata così ci provoca un dolore immenso e una rabbia sconfinata. Ciascuno poi, con fede o con ragione, proverà a darsi una risposta. Ma oggi c’è solo quel nodo che ti serra la gola e ti lascia senza respiro per un barbaro destino che ci ha tolto la collega e l’amica.
    Addio Sara, bella ragazza dalla giacca rossa, resterai sempre con noi.


    Sara Bianchi

    Morta Sara Bianchi. Un vero “volto” della tv

    di Angelo Cimarosti – 13 ottobre 2013 - http://www.youreporternews.it

    MILANO / Sara Bianchi si è spenta a 45 anni. Così, come se qualcuno avesse usato un telecomando, come capitava “tutte le sere”, prima che nascessero le tv all-news, quelle di notizie 24 ore su 24 o quelle frazionate nelle clip e nello streaming di internet.

    Perchè di Sara Bianchi i milanesi e i lombardi non possono non ricordarsi il volto, quello del telegiornale di Telenova, che per lungo tempo condusse prima di passare alla tv del Sole24Ore.

    Lo stesso sito del quotidiano economico titola “Ciao Sara, bella e brava con la giacca rossa” (QUIl’annuncio della morte dato dalla sua redazione).

    Sia chiaro, nel caso di Sara Bianchi, “bellaebrava” si dovrebbe scrivere tutto attaccato, perchè è un concetto quasi inscindibile per lei. Oggettivamente, senza timori di smentite, è stata una delle migliori conduttrici di telegiornale della tv italiana.

    Resta per me un mistero insondabile come non fosse approdata ai Tg delle private nazionali quando queste fecero “shopping” di giornalisti dalle reti locali per formare le loro redazioni. Non una sola”posa” da anchorwoman, non una sola inutile mossetta, nessun atteggiamento nella postura.

    Solo un bel volto sereno e serio che conduceva da un servizio all’altro del suo telegiornale, con naturalezza e chiarezza. Ossia le principali doti professionali che possa avere un giornalista televisivo. Perchè per Sara Bianchi, è evidente, la naturalezza derivava da attenta e seria preparazione. Avete visto che abbiamo usato per due volte il concetto di “serio” in poche righe? E’ una ripetizione voluta. In tutte locali, anche “grandi” come Telenova, “la tv dei preti” (dei Paolini di Famiglia Cristiana per intenderci), i giovani giornalisti erano multiruolo.

    La Bianchi conduceva tg, programmi, usciva (un po’ meno) per i servizi, insomma, non si perdeva certo nel momento delle dirette. Nessun problema quindi quando alla tv del Sole24Ore si trovò a gestire il palinsesto allargato delle dirette, magari come quella dell’11 settembre 2001, con assoluta sicurezza e mestiere.

    Quando finalmente approdò in una televisione che prometteva sfracelli sul piano dell’informazione nazionale pensai che finalmente giustizia era fatta e che qualcuno con il cervello attaccato avesse messo la persona giusta al posto giusto. L’avventura della tv del Sole finì presto e Sara Bianchi, pur continuando ad apparire soprattutto sul web con le solite capacità (GUARDA) non ebbe così la strada libera per essere conosciuta al grande pubblico.

    Resta un esempio da seguire per chi approda ora a questo lavoro così particolare e delicato: essere il “volto” di una redazione che ha lavorato assieme a te, non prevaricare il lavoro degli altri con la tua presenza, condurre il telespettatore con garbo e competenza valorizzando i servizi di tutti i colleghi. Il tasto del telecomando non mi porta più su Telenova anni ’90, per vedere come conduceva una giovane collega della “concorrenza”.

    Spero siano solo le batterie esaurite, ma non è così. Il volto di Sara Bianchi, bellaebrava, non compare più. Solo le “barre colore”, termine gergale adatto a chi amava il suo lavoro in tv, quello buono, quello che sarebbe piaciuto al cardinal Martini : “Sono una scatola, ma una scatola aperta, spalancata sul mondo. Senza di me tu saresti chiuso nel tuo piccolo guscio, estraneo alle vicende del mondo che io ti porto in casa


     

    Il funerale di Sara si terrà martedì 15 ottobre alle ore 15,30 nella chiesa di Santo Stefano in piazza Petazzi a Sesto San Giovanni.