Quo Vadis Europa?

Quo Vadis Europa?

    Venerdì 18 novembre ore 21Sala Conferenze della Biblioteca Civica “Pietro L. Cadioli” – Villa Visconti d’Aragona – Via Dante 6, Sesto San Giovanni – MM1 Rondò

    incontro

    QUO VADIS EUROPA?

    a cura della Biblioteca Civica di Sesto San Giovanni in collaborazione con il CESPI

    Partecipano alla serata in qualità di relatori:

    - Dott. Giovanni Bianchi, Presidente del CESPI

    - Dott. Massimo Congiu, giornalista de “Il Manifesto”, per la cui testata è accreditato al ministero degli Esteri ungherese

    - Prof.ssa Floriana Cerniglia, docente di Economia Politica – Università degli Studi di Milano, Bicocca

    Introduce e coordina gli interventi:

    - Dott.ssa Cristina Carpinelli, membro del Comitato Scientifico del CESPI

    Nel corso della serata sarà presentato il libro “L’Europa che verrà” di Giovanni Bianchi.

    “L’Europa è in serie difficoltà. Ogni giorno i mercati fibrillano, la speculazione imperversa, i governi appaiono impotenti. Sotto i colpi della crisi traballano Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e il nostro Paese. La stessa esistenza dell’Euro non è più data per scontata. Intanto i cittadini europei subiscono quotidianamente le conseguenze di manovre di stabilità che, per rispettare vincoli di bilancio e salvare qualche banca, rendono sempre più instabili le esistenze delle persone. A pagare i costi più alti è chi vive di salari, stipendi, pensioni o redditi precariamente saltuari. La crisi attuale ha fatto saltare tutte le tutele che la vecchia Europa considerava acquisite. E che l’Ue avrebbe dovuto rendere più salde e inclusive.Ma su quali basi si doveva costruire l’unità dell’Europa? Cominciando dalla moneta? Dal patto di stabilità e dalle scelte liberiste e monetarie della Commissione e della Banca Centrale? Non c’è stato, forse, qualche errore nel percorso di costituzione dell’Ue? Se avessimo cominciato dalla costruzione di una politica continentale? Quali responsabilità, quali margini di manovra hanno ora i governi e le politiche nazionali? Questi sono solo alcuni dei quesiti, a cui si cercherà di dare una risposta durante l’incontro “Quo vadis Europa?”, partendo dalle caratteristiche originarie dell’Ue, per capire le cause del fallimento in corso e individuare un cambio di direzione, che non sia, come oggi sta accadendo, una “rotta” nel senso peggiore del termine”.