Quattro isolotti e un’isola vuota

Quattro isolotti e un’isola vuota

    Esce il nuovo libro della collana Alternativus “Quattro isolotti e un’isola vuota” , edito dall’editore Zambon, a cura del Cespi

    testo di: Giovanna Gelmi

    illustrazioni di: Francesca Carta

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    Verso isole di altri pensieri

    Il racconto, che si snoda in apparenza dentro una semplice struttura ripetitiva, ( ci sono quattro isole, anzi cinque ed ognuna è presentata con le proprie caratteristiche  e con  quelle dell’unico abitante), nasconde una possibilità di letture molteplici.

    Innanzi tutto i nomi degli abitanti: ogni nome è l’anagramma dei precedenti e sta ad indicare che tutti noi, che siamo solitari abitanti dell’isola dell’io, nella nostra diversità/alterità , siamo costituiti dai medesimi elementi. Così  cerchiamo la compattezza di un arcipelago o un’isola più grande che ci riunisca.

    Ogni isola/io è unica, con caratteristiche originali e particolarissime, ma siamo tutti chiamati a condividere qualcosa di noi stessi, per ritrovarci, più arricchiti, su un’isola più grande, che è fatta di un po’ di noi e di un po’ degli altri, di qualcosa che non c’era e da qualcosa che c’era già.

    Per approdare alla grande isola dell’umanità serve lasciare indietro il proprio cantuccio, al quale , tuttavia, restiamo legati ed al quale  è utile potere tornare, a volte, per confermarci.

    Aprirsi all’altro da sé, ad un’isola-continente, significa acquistare una nuova identità dal rapporto con gli altri. Essa è  in perenne movimento, è una grande nostalgia di futuro, che ci spinge a superare il ripiegamento dentro la ricerca intimistica di sé stessi e a guardare alla costruzione di un progetto che abbia come finalità il superamento di egoismi e  censure.

    Quando poi crediamo di essere approdati a qualcosa di più grande, dobbiamo essere sempre aperti al nuovo che sta arrivando, che ci appare da lontano, indecifrabile.

    Certamente qualsiasi lettore, bambino oppure adulto, può aggiungere altre interpretazioni, perché sempre ciò dovrebbe accadere, quando lasciamo che una scrittura salpi verso le isole di altri pensieri…

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    Al libro é allegato il “Gioco dell’incontro“, risultato dei Laboratori interculturali delle scuole primarie a cura del Cespi.

    Se vuoi giocare al Gioco dell’incontro, vedi il file  il-gioco-dell-incontro