Notizie dall’Etiopia

Notizie dall’Etiopia

    “Nuovi sestesi” continua la pubblicazione delle lettere che, periodicamente, Maria Teresa Reale invia agli amici italiani dall’ Etiopia.

    La dottoressa Reale è medico e responsabile del Centro Sanitario  di Abobo, una piccola città situata in Gambella, la regione più povera dell’Etiopia, ai confini con il Sudan.

    “Abobo, ottobre 2012″

    Carissimi amici, anche da voi il tempo vola?

    È incredibile, siamo già all’inizio di ottobre , e non riesco a rendermi conto di dove siano finiti i due mesi precedenti…  Eppure, se mi fermo a pensare, sono successe così tante cose …

    Siamo entrati nel nuovo anno etiopico ( sapete che il nostro capodanno è l’11 settembre, e abbiamo niziato il 2005!), con due lutti nazionali.

    È morto il mitico Primo Ministro, Meles Zenawi, in carica da 21 anni.  Ed è morto , negli stessi giorni, anche Abuna Paulos, l’anziano Patriarca della Chiesa Ortodossa  da oltre vent’anni.   Il lutto per il Primo Ministro si è protratto per due settimane con una enorme opera di rassicurazione da parte del Governo attuale e del partito unico che lo compone , verso l’intera popolazione  improvvisamente  orfana di un leader dalla politica discutibile, ma con una personalità certamente molto carismatica. Niente cambierà, possiamo star tranquilli, perché tutto è sotto controllo, il partito continuerà esattamente con la politica e le linee intraprese finora e sarà rappresentato , fino alle prossime elezioni, dall’ex numero due, ora in carica, Haile Mariam Desalegn. Un uomo del Sud, capace , ma senza carisma.  E così andiamo avanti.

    A distanza di un mese dalla promessa, infatti , l’unica cosa che si sta verificando è una ulteriore inflazione con un inesorabile aumento dei prezzi dei beni di consumo primari….le cipolle , i pomodori, la farina….che fanno tremare  questi 80 milioni di persone in cerca di futuro.  Giustamente a riprova che ….la musica non e’ cambiata!

    A questo  si aggiunge la pioggia che quest’anno non ne vuole sapere di smettere…è troppa, è esagerata, sta facendo straripare i fiumi, non riesce più ad essere assorbita, e così si creano pozze, laghi, torrenti di acqua che non ha sbocco.   E i contadini ora tremano  davvero vedendo che il loro mais ormai maturo rischia di marcire prima di poter seccare ed essere raccolto…se il sole non si fa spazio con prepotenza in questo cielo costantemente rannuvolato, sanno che li attende  un anno di carestia, un ennesimo anno di fatica e di lotta per la sopravvivenza.  Perché mentre i potenti seminano il mais per utilizzarlo nella produzione di energia , i poveri restano ancora in balia di questi cicli delle stagioni che sembrano farsi sempre più imprevedibili, per poter invece sfamare le loro numerose famiglie.

    In zone come la nostra  inoltre, l’ambiente così umido diventa ideale per le malefiche zanzare e reannuncia tempi duri. Da tre  settimane infatti il numero dei casi di malaria ha raggiunto un livello preoccupante, doppiando il numero dello scorso anno nello stesso mese….e i farmaci scarseggiano.  Per  avere le medicine appropriate, ho dovuto intraprendere una lotta serrata con le autorità competenti, a livello locale e regionale, scrivendo lettere prima gentili,  poi decise, poi forti, e infine minacciandoli di denunciarli  al Ministero federale della Sanità per corruzione e mal gestione….e finalmente ho ottenuto un po’ di scorte.  Accidenti che fatica si fa ad assicurare un po’ di giustizia e di rispetto per i diritti fondamentali dei più poveri!  Ma vi assicuro che è sufficiente  vedere  un bimbo , arrivato  in coma per malaria cerebrale e che riesce ad uscire da qui perfettamente guarito, per capire che tutti gli sforzi valevano la pena!

    Ma se in questo angolo di mondo la vita è difficile, in altri Paesi è addirittura impossibile!  Come si fa a restare indifferenti dopo aver visto  la violenza e la morte di un paese distrutto come la Siria, sfuggito a qualsiasi possibilità di ritorno a un dialogo? O alla violenza continua di tante altre zone e Paesi, tra cui anche i nostri “vicini di casa”….il Nord e il Sud Sudan tentano invano di trovare degli accordi per smettere di ammazzarsi; la Somalia , il cui Governo ora democratico  sta facendo uno sforzo pazzesco per riportare il Paese ad un livello vivibile , ma che è evidentemente con delle basi molto  fragili da far temere che non abbia la forza di resistere contro i continui attacchi di violenza fondamentalista ….

    La  lista può continuare purtroppo …mentre il mondo pensante e governante non riesce nemmeno con le sue autorevoli organizzazioni a fermare gli scontri armati, un esempio ne è  l’ONU che  ha fallito nell’ultimo recente  tentativo di firmare un accordo di regolazione  del mercato delle armi…è tragico sapere quanti poveri vengono privati del diritto fondamentale alla vita , solo perché vittime di giochi di potere e di interessi enormi degli  stati potenti, o dei loro stessi governanti….  Eppure non possiamo tollerare la violenza, da qualsiasi parte venga, e per qualsiasi “buona ragione” sia iniziata, perché creerà solo ulteriore violenza e morte; dobbiamo combattere l’intolleranza e il radicalismo perché portano solo a reazioni di altrettanta chiusura e ci rendono ciechi, incapaci di riscoprire il bene e il positivo che c’è sempre in ognuno di noi, e in ognuno degli altri, come in ogni paese, cultura, lingua e religione.

    E mentre il popolo etiopico piange per la morte del suo leader, io mi unisco al pianto della Chiesa  per la scomparsa di un Padre e Pastore grande e illuminato come il Card. Martini,  grandissimo Maestro  di spiritualità , di tolleranza,  di apertura e dialogo con tutti.

    Chiediamo allora a  Dio di aprirci occhi mente e cuore per vedere , capire, accogliere l’altro, chi è diverso da noi.  Che è poi  il fondamento stesso del cuore missionario della Chiesa.  Andiamo avanti con coraggio e continuiamo a testimoniare che, nonostante tutto, la passione di Dio per l’uomo è davvero infinita.

    Maria Teresa Reale