Notizie dal Messico

Notizie dal Messico

    dal Messico riceviamo uno scritto da Giuliano Trezzi, esperto e conoscitore dei Paesi Latinoamericani e membro del Direttivo CESPI

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    1910-2010

    Il centesimo anniversario della rivoluzione messicana e’ festeggiato in tutto il paese come un grande evento. Transitando per Citta`del Messico nei giorni della cerimonia ufficiale, la piazza principale (Zocalo) e`stata completamente bloccata, per accedervi occorre passare sattraverso  porte dotate di metal detector, istallate per l’occasione; tutte le vie adiacenti, che confluiscono nella piazza, sbarrate da camionette cariche di poliziotti super armati, alcuni a terra controllavano le borse e gli zaini di tutti quelli che volevano avvicinarsi alla piazza. Il presidente Felipe Calderon ha ricordato gli eventi storici che hanno acceso la rivoluzione fino all’attuale moderno Messico, non senza retorica e prosopopea. Dopo di che una grande sfilata militare ha percorso le principali strade del centro. Blindati, militari armati di tutto punto, cavalleggeri ed anche una allegoria dei rivoluzionari di allora con vestiti pulitissimi; insomma una rapprersentazione che ostentava forza, modernita` e sicurezza.
    Visitando un negozio di artigianato, in un cantone ho trovato delle riproduzioni di fotografie del periodo della rivoluzione. I rivoluzionari di Pancho Villa e di Emiliano Zapata, sporchi, laceri, con facce di chi ha faticato tutta la vita, posavano davanti all’obiettivo di noti fotografi Nord Americani che per l’occasione, spinti dal desiderio di immortalare una delle piu’ importanti rivoluzioini della storia moderna, si sono aggregati all’armata di Pancho Villa. Tra questi il famoso giornalista John Reed.
    Una rivoluzione nata dal basso a cui hanno aderito migliaia di contadini e indigeni, e che e’ costata due milioni di morti. Al nord Pancho Villa, considerato un bandito, ha aderito al movimento Maderista, contro la dittatura di Porfirio Diaz, guadagnandosi sul campo il grado di generale. Villa al di la di quello che si dice, era piu’ pragmatico e si accordava anche con il ceto medio produttivo per combattere l’oligarchia e il grande monopolio. Al sud Zapata, piu’ chiuso, invitto e incorruttibile, sempre a favore degli indigeni, ha condotto una guerra di difesa contro le invasioni dell’esercito nei loro territori.
    Insomma due capi, due grandi condottieri che sono arrivati fino all’occopazione del palazzo del governo.
    Nel periodo 1920-2000 i riformisti usciti dalla rivoluzione fondano il PRI (Partito Rivoluzionario Istituzionale), nome che e’ tutto un programma, avviano, tra alti e bassi, riforme sociali a volte autenticamente radicali, come la costituzione di uno stato laico, la restituzione in parte delle terre ai contadini, la nazionalizzazione dell’industria petrolifera e altro ancora. Queste riforme hanno portato il Messico a risogere e a diventare una delle piu’ moderne nazioni  dell’America Latina. Poi i presidenti che si sono succeduti sono diventati sempre piu’ conservatori e corrotti; basti ricordare il periodo 1988-1994 governato da Carlos Salinas caratterizzato dall’aumento del traffico di droga e l’adesione al NAFTA, che  con  l’introduzione di  prodotti agricoli Nord Americani, concorrenziali con quelli nazionali,  ha portato all’impoverimento dei ceti contadini piu’ poveri.  Per questo abbiamo il risorgere in Chapas delle lotte zapatiste del Subcomandante Marcos.
    Si arriva quindi nel 2000 alla perdita del potere da parte del PRI dopo 80 anni di governo, a favore del PAN, partito di destra, con Vincente Fox, poi con l’attuale presidente Felipe Calderon che ha vinto le elezioni con un pugno di voti contro l’esponente del PRD (Partito della Rivoluzione Democratica) di sinistra, dato da tutti come favorito, ha fatto nascere seri dubbi sulla validita’ delle elezioni.
    Insomma il  Messico ha fatto una lunga virata a destra e il paese ha cominciato ad accusare i colpi, con l’attuale governo la corruzione e’ giunta ad altissimi livelli. L’esplosione del Narcotraffico e’ il caso piu’ eclatante. La via della droga viene controllato da quattro cartelli che si contendono il territorio e per ammissione dello stesso presidente, varie zone del Nord sono fuori controllo e l’esercito e’ impotente.  Violenza, banditismo e droga sono attualmente i maggiori problemi del Messico.
    E la rivoluzione?
    I veri eredi dovrebbero essere i contadini, gli indigeni; gli uni e gli altri invece sono ancora quelli che soffrono.
    Molti di loro, soprattutto gli indigeni come  gli Huicholes, i Taraumara, i Raramuri, i Puripecha, i Nahua  e altri, spesso sono relegati in posti sperduti sulle Sierre in condizioni miserrime, oppure costretti come i Maya a lottare per un fazzoletto di terra da coltivare.
    Alcuni hanno tentato la via della migrazione in citta’, ma sono emarginati e spesso  li si vede seduti sui marciapiedi  a vendere i loro prodotti artigianali.
    Il giorno dell’anniversario della rivoluzione li hanno sloggiati perche’ deturpavano il paesaggio, i loro padri che hanno combattuto per un paese migliore, si staranno rivoltando nelle tombe.
    In Messico si dice che un giorno all’anno i morti ritornano, e a me in quella piazza della ricorrenza dell’anniversario del centesimo anno dalla rivoluzionemi e’ parso ad un tratto di vedere una nuvola di polvere con con moltitudini di indios e peones che si scagliano contro quella sfilata di ipocriti e opportunisti tirati a lucido, urlando “Que viva Villa , Que viva Zapata“.

    Giuliano Trezzi