Migranti al tempo della crisi – appunti dopo il convegno

Migranti al tempo della crisi – appunti dopo il convegno

    Un’intera giornata per parlare di immigrati e dei loro problemi. Tanti relatori d’eccezione, un ricco buffet multietnico a base di squisitezze e un vivace dibattito con il pubblico in sala. Questo gli ingredienti del convegno dal titolo “Migranti al tempo della crisi”, dedicato agli operatori pubblici e del volontariato, agli immigrati e alla cittadinanza, che si è svolto sabato 1 dicembre alla Sala del Camino di Villa Puricelli Guerra.

    Al convegno, sapientemente organizzato in sinergia tra il Gruppo pastorale immigrati della parrocchia della Resurrezione, il Cespi e la Caritas, si è parlato di problemi legati alla casa, alla famiglia, alla scuola e al lavoro, ma si sono anche raccontate le storie di alcuni immigrati a Sesto. Testimonianze toccanti come quella di Rosario Peixoto, che dopo una vita intera di sacrifici può sognare un futuro sereno per i propri figli, e seguirli negli studi. O come la storia di Bochra Zekhnini, una donna straordinaria che lotta con forza ogni giorno per mantenere la famiglia e coltivare la speranza di un futuro migliore. Il messaggio che accomuna tutti i racconti e spicca su tutto, è quello di non perdere mai la speranza, anche in tempi di crisi. Speranza come motore che spinge avanti, che combatte l’immobilismo e costruisce progetti, più grandi  e condivisi di prima. Nel pomeriggio Sidi Demba ci ha parlato della sua odissea, inseguendo il sogno di diventare calciatore in Europa

    Ad aprire i lavori, le parole e il saluto di Rita Innocenti, assessora alla Cultura del comune di Sesto San Giovanni: “Il filosofo Kant diceva saggiamente che siccome il mondo è rotondo, tutti gli uomini finiranno prima o poi con l’incontrarsi. Oggi più che mai questo corrisponde a verità, il mondo si è fatto piccolo, tutti siamo vicini e dobbiamo aiutarci. Questo non è facile, perché spesso si tende a rimanere legati a ciò che si conosce già, piuttosto che fare lo sforzo di aprirsi al cambiamento, al nuovo, al diverso. Ma ognuno ha diritto a pari opportunità e libertà, nel pieno rispetto delle differenze culturali”.

    Tra i relatori, il dottor Angelo Villa, la dottoressa Vittoria Testa, il dottor Luca Alberti e il dottor Aldo Silvani, del Cespi, che ha fornito molti dati interessanti sull’immigrazione: sono due milioni e mezzo i lavoratori immigrati, la maggior parte si occupa di assistenza agli anziani, mentre un milione di immigrati sono rientrati nel loro paese d’origine e sono diventati irregolari, a causa della perdita del lavoro. Il tasso di disoccupazione è in aumento fra gli immigrati, come effetto della crisi che ci colpisce tutti, mentre un milione sono i residenti immigrati nella provincia di Milano.

    “Occorre coltivare la capacità di guardare avanti , al futuro, con serenità – ha detto don Alessandro Vavassori, della pastorale migranti, moderatore del convegno -. Parlare di immigrati oggi non è facile, i problemi sono tanti per tutti, ma il significato di questa giornata è promuovere la solidarietà, la vicinanza, intrecciare relazioni umane e condividere esperienze, storie, realtà. Gettare un piccolo seme che possa fruttificare, aiutare e aiutarci attraverso il racconto di vite e culture diverse”.

    “L’immigrazione oggi è una realtà in un mondo che diventa sempre più piccolo – ha spiegato il dottor Angelo Villa, psicologo,-, in un’epoca di crisi e di difficoltà per tutti. Per risolvere i problemi sono necessari  il dialogo, l’ascolto, e soprattutto affrontare le esigenze individuali in un contesto generale. Essere aperti alla diversità, al cambiamento, al prossimo, rappresenta una risorsa”.

    E’ poi intervenuto il dottor Renato Rovetta, preside dell’istituto comprensivo Rovani e Forlanini, a Sesto San Giovanni -.”In questi anni la scuola ha dovuto affrontare una vera e propria emergenza stranieri, accogliendo un numero sempre maggiore di immigrati La fatica e i problemi che le istituzioni scolastiche devono affrontare sono tanti, ma il duro lavoro e l’impegno, unitamente alla volontà di costruire un futuro migliore per tutti, stanno dando ottimi risultati. Ritengo prioritaria l’integrazione degli alunni immigrati, così come il diritto a conservare la propria identità, preservare la propria dimensione e unicità, mantenere vive le radici del paese d’origine, la cultura, la lingua, la ricchezza umana di culture diverse e lontane tra loro. Qual è la forza che permette questo grande passo? La speranza e l’impegno”.

    A conclusione del convegno, tanti interessanti spunti di riflessione e le sagge parole di don Vavassori: “Quando si parla di immigrazione, le parole chiave sono integrazione e cooperazione. Non bisogna fare le cose per gli stranieri, ma con gli stranieri, insieme. Recuperare un concetto positivo della diversità, come termine di confronto e di pace, non di conflitto e pregiudizio. Attraverso la collaborazione e la comunicazione è possibile abbattere le barriere e migliorare la vita di tutti”. Elena Carra

    Leggi per intero le testimonianze di Rosario Peixoto, Bochra Zekhnini e Sidi Demba

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