Lettere dall’Africa profonda

Lettere dall’Africa profonda

    “Nuovi sestesi” inizia la pubblicazione delle lettere che periodicamente la dottoressa Maria Teresa Reale invia agli amici italiani dall’ Etiopia.

    La dottoressa Reale è responsabile del Centro Sanitario  di Abobo, una piccola città situata in Gambella, la regione più povera dell’Etiopia, ai confini con il Sudan.

    Qui vivono 3000 abitanti in  capanne sparse in un ampio territorio di savana.

    Il Centro Sanitario di Abobo è costituito da un ospedale di circa 30 letti,  con annessi ambulatori e  una struttura dedicata alla prevenzione e alla cura delle malattie da HIV.  L’ospedale è di proprietà dello stato etiope, ma affidato alla gestione della locale missione cattolica, della quale Maria Teresa fa parte; vi operano attualmente 2 medici italiani: Maria Teresa Reale e Barbara Cavalli. Il rimanente personale, infermieri, tecnici, interpreti ecc. (70 persone circa) è esclusivamente locale. L’ospedale è riferimento sanitario, oltre che dei cittadini di Abobo, anche di numerosi villaggi sparsi in un territorio molto più ampio. Si stima che più di 150000 persone facciano capo a questa struttura per la loro salute. L’ospedale di Abobo non può far conto sull’aiuto di volontari, ad eccezione di sporadiche e soprattutto di breve durata, presenze di medici e infermieri italiani e spagnoli.

    Le altre strutture della missione di Abobo, che fa parte della Prefettura Apostolica di Gambella, retta da un vescovo italiano, sono una scuola per l’infanzia e un oratorio.

    Le lettere che Maria Teresa Reale periodicamente invia sono uno sguardo dall’interno su una realtà periferica, lontana dai clamori delle grandi strutture e delle grandi città africane che proprio per questo, riteniamo, di grande interesse perché ci fanno conoscere la realtà, spesso assai problematica e poco conosciuta dell’Africa profonda. E’ uno sguardo attento alle tumultuose e inique trasformazione sociali, culturali e economiche dell’Africa attuale che si riflettono in modo drammatico sulle persone e sui territori più periferici.

    Riteniamo sia compito primario del CESPI aprire una finestra sulle conseguenze che i modelli imposti dal mondo sviluppato hanno sulla vita di tutti i giorni di interi popoli con le parole di chi in prima persona opera sul campo.

    Iniziamo con la pubblicazione di due lettere molto significative che Maria Teresa invia ai suoi amici. Sono di qualche mese fa, ma ci informano sulla sua quotidiana fatica e sulle trasformazioni del tessuto sociale ed economico del luogo.

    lettera-14-luglio-2010

    lettera-10-novembre-2010

    foto-da-abobo