L’anima, le anime di Shady Hamadi

L’anima, le anime di Shady Hamadi

    INCONTRO CON L’AUTORE

    di Jacopo Altobelli

    Shady_Hamadi-voci3:Layout 1

    La copertina del libro ‘Voci di anime’ di Shady Hamadi (edizioni Marietti 1820, 14 euro, 78pagine), disponibile nelle librerie oppure ordinabile su internet.

    Considerandosi quasi un profeta, pecca forse di presunzione, ma non manca di coraggio. Nel suo libro ‘Voci di anime’, un personalissimo viaggio spirituale alla ricerca della propria identità divisa tra due culture, l’italo-siriano Shady Hamadi non rinuncia a interrogarsi su alcuni dei temi più scottanti del mondo musulmano, come la concezione della donna o il valore dei precetti; lo fa con gli occhi laici di un fedele di Allah poco praticante, educato in Italia alle scuole delle suore e cresciuto senza negarsi la lettura di alcuni dei libri più sensuali della letteratura araba, come ‘Il giardino profumato’ di Shek Nafzawi.

    Ma questo suo esordio, pubblicato a soli 22 anni, è prima di tutto il racconto di una iniziazione umana e letteraria verso le proprie radici. “E’ come se noi ragazzi appartenenti alle cosiddette seconde generazioni ci trovassimo su di un ponte, a metà tra due rive – sottolinea Hamadi – non siamo né da una parte né dall’altra. Qui appena sentono il mio nome mi chiedono di dove sono, mentre in Siria mi chiamano ‘Shady l’italiano’. Così quando vado a Damasco mi faccio portabandiera dell’italianità, e viceversa qui in Italia. Sono come un ambasciatore culturale; ma in sostanza sono sempre straniero”.

    Nato a Milano da madre italiana e padre siriano condannato a trent’anni di esilio per motivi politici, Hamadi, che oggi vive a Sesto San Giovanni (MI), non poteva mettere piede sulla terra paterna fino al 1997. Caduta questa barriera, è iniziata per lui una graduale scoperta della parte orientale delle sue origini; fino a quando, nel 2009, ha trascorso otto mesi a Damasco per studiare la lingua araba e viverne veramente la cultura. Da questa esperienza nasce l’idea del libro. “Racconto attraverso le storie di personaggi immaginari e reali i problemi della società di adesso. – spiega l’autore – Il protagonista è un vecchio seduto a bere il tè sul balcone di casa mentre fuma il narghilè. Il suo nome però non è mai citato, perché l’idea è che ciascuno si identifichi per ascoltare la voce della sua anima”.

    foto-shady3

    Shady Hamadi a Damasco. Hamadi è nato a Milano nel 1988, vive a Sesto San Giovanni, studia Scienze Politiche e collabora con la rivista Yalla Italia.

    Il tono è “aulico e profetico”, come lo definisce Hamadi citando a modello il capolavoro di Khalil Gibran, ‘Il profeta’, di cui ricalca lo stile di prosa poetica e densa di similitudini, in grado di rimandare subito ad un Medio Oriente onirico e allo stesso tempo non privo di una conoscenza diretta e concreta. Con questa voce, spesso vigorosamente gnomica, il vecchio narratore racconta gli incontri che l’hanno reso saggio: il beduino dagli occhi verdi seduto su un materasso dentro una moschea in costruzione; Salah, il panettiere di Aleppo; il mercante di schiavi di Deir al Sham, in Kuwait; oppure il giovane cugino Bahjad, che il protagonista ha conosciuto solo a quindici anni per una colpa non sua: “Ho capito – dice il vecchio ricordando, in un passo del libro che rimanda alla storia dell’autore – che l’aver pagato questa lontananza mi ha dato la forza per apprezzare quello che non ho toccato per lunghi anni e che, se invece l’avessi toccato da subito, sarebbe stato scontato”.

    Centrale è poi la figura della donna, che per Hamadi è soprattutto, nel suo ruolo di madre, una traghettatrice di anime dall’aldilà alla vita. Nel libro la femminilità è sofferenza e privazione, nostalgia di affetto materno e desiderio di un legame di amore; ma anche spunto per accendere critiche sociali. Questi sentimenti si intrecciano in particolare nel racconto della prostituta incontrata di notte in un vicolo di Damasco, costretta a quel lavoro perché ha avuto un figlio fuori dal matrimonio e nessuno la vuole.

    A questo episodio fa da pendant l’ultimo, dove si affronta il tema del burqa: “Attraverso il mio protagonista – racconta lo scrittore – mi sono dato il diritto di entrare nella moschea e tenere il discorso del venerdì, criticando alcune pratiche che ritengo sbagliate, come l’uso del velo integrale, i pudori e le censure, l’ipocrisia di chi prega cinque volte al giorno come una macchinetta solo per dimostrare di essere superiore agli altri, o segue alla perfezione il ramadan dimenticando di essere retto nella vita di tutti i giorni”.

    Tali critiche, per quanto soggettive e discutibili, rappresentano un punto di forza del libro che, sussurrando con la leggerezza della sabbia del deserto queste umane ‘Voci di anime’ dal sapore mediorientale, dà conto di una delle voci della seconda generazione italiana: imbevuta di Occidente e allo stesso tempo immensamente desiderosa di conoscere la parte mancante del suo sangue e della sua storia. Così rispettosa delle sue doppie origini da permettersi, con coraggio e non senza una certa presunzione, anche di criticarle.

    Ma il dono più grande di questa ansia di conoscenza che ha portato Hamadi, come un cacciatore, sulle tracce di se stesso, è che questo desiderio è contagioso. Si arriva in fondo a ‘Voci di anime’ con un’eco nella testa, che è la voglia di mettersi a leggere e scoprire la letteratura araba. E’ la voglia di essere, anche se nati italiani da genitori italiani e con un nome italiano, parte di una seconda generazione: in qualche modo, ambasciatori stranieri. Portabandiera di una stessa bandiera senza bandiera.

    jacopo.altobelli@gmail.com

    Per scaricare l’articolo in formato word: voci-di-anime-libro-shadi-articolo

    Per leggere gli altri articoli di Jacopo Altobelli: esplorazione di un accampamento Rom (http://www.cespi-ong.org/rom-non-solo-sgomberi/); la protesta dei migranti sulla torre di via Imbonati a Milano (http://www.cespi-ong.org/sulla-torre-di-via-imbonati-a-quaranta-metri-dallindifferenza/).

    Per leggere gli altri articoli del periodico online Nuovi Sestesi: http://www.cespi-ong.org/category/nuovi-sestesi/