IN MEMORIA DI ENRICO GHIELMETTI

IN MEMORIA DI ENRICO GHIELMETTI

    IN MEMORIA DI ENRICO GHIELMETTI

    Enrico Ghielmetti è mancato il 10 dicembre scorso. Valeria Allione, la sua più stretta collaboratrice per tanti anni, vuole ricordarlo insieme ad altri amici riproponendo un suo scritto che può esprimere il suo pensiero e il significato del suo operare da uomo giusto (Introduzione a “Etica e Scelte Economiche”, un saggio pubblicato dal CESPI nel 1996).

    Il valore fondamentale che fin dal 1974 accomunò gli studiosi italiani e stranieri disponibili a collaborare alla fondazione del CESPI fu e continua a essere la giustizia, vista come fattore determinante per lo sviluppo politico-economico mondiale e come premessa per l’instaurazione di una pace duratura tra i popoli . Ma la giustizia presuppone il riconoscimento incondizionato ed esplicito dell’Uomo: di ogni uomo, al di là di ogni differenza che non poche volte diviene causa di contrasti e tensioni, ma che per noi del CESPI è motivo di ricchezza culturale e spirituale, oltre che segno di apertura mentale e di maturazione umana.

    Per questo il CESPI ha fin dall’inizio profuso ogni sforzo atto a conoscere in profondità le culture presenti in questo nostro mondo così grande e al tempo stesso così piccolo…

    *****

    Enrico Ghielmetti ci ha lasciati (ma non del tutto per  ragioni che si collocano su piani diversi). È  stato Presidente e fondatore del CESPI, che ebbe come prima sede  piazzale Dateo a Milano; con lui nell’impresa iniziale Bepi Tomai e dirigenti delle Acli provinciali di Milano, insieme a fuorusciti  dai Paesi dell’America Latina, tra i quali avrebbe assunto ben presto un ruolo di spicco Luis Gonzaga de Souza Lima, primo direttore. Come da lui voluto il CESPI è stato luogo laico di formazione e di incontro di culture. Non a caso, in anni successivi,  la prestigiosa guida di Enrica Collotti Pischel ha dato formazione a giovani che ancora oggi sono voci qualificate nella vita culturale del Paese.

    Uomo d’azione, imprenditore generoso e munifico, nella schiera dei militanti cattolici che facevano riferimento all’ordine secolare di Giuseppe Lazzati, uno dei “professorini” di Dossetti all’Assemblea Costituente.  Enrico Ghielmetti ha abbinato alla vastità degli orizzonti geopolitici una instancabile attenzione alle persone e una costante, ottimistica ironia. E quando l’età avanzata e le malattie lo hanno visitato non ha mai smesso di occuparsi del CESPI, che nel frattempo aveva lasciato la metropoli per trasferirsi presso la Biblioteca Civica di Sesto San Giovanni. Sempre attento e munifico, ha fino all’ultimo coniugato interessi politici, disponibilità personale e buonumore contagioso.

    Per tutti questi motivi non cesserà d’accompagnarci ancora a lungo.

    Giovanni Bianchi                                                                                                                                      Sesto San Giovanni, 12/12/11

    Riceviamo da Luiz De Souza Lima, primo direttore del Cespi:

    Carissimi amici
    Sono molto triste e addolorato. Ghielmetti era uomo speciale. Vivevamo molto lontano uno dall’altro, però sapevo che in qualche momento ci saremmo rivisti. Questa certezza non c’è più. Soltanto adesso mi accorgo di quanto grande era dentro di me questa certezza. Quando ho letto ieri sera la prima mail, ho capito che al posto di questa certezza é rimasto un grande vuoto.
    Qualche volta la vita riserva a me un rapporto speciale con gli avvenimenti. E vi racconto.
    Qua siamo in estate. Nela tarda sera del lunedì, la zona dove vivo – nella zona periferica, rurale, di Petropolis, una città di montagna che sta 80 km da Rio de Janeiro – è stata colpita da una tempesta tropicale. Gli alberi sono stati tolti dal suolo  dalla radice, hanno interrotto la piccola strada che porta alla nostra abitazione. Sono caduti cinque pali di luce proprio vicino a casa nostra. Purtroppo eravamo al centro della tempesta. Conclusione: siamo rimasti senza luce, senza acqua – giacché non si poteva far funzionare le pompe-, senza telefono. Parte degli eletrodomestici di casa sono tutti bruciati dalle scariche elettriche della tempesta. Abbiamo vissuto per due giorni come nell’ 800. Soltanto ieri sera la luce è tornata.
    Al mattino di ieri, il 14 dicembre, mi sono ricordato del Cespi, e ho raccontato alla Cristina ed a João Luiz, mio figlio di 11 anni della fondazione del Cespi. Il Cespi è nato il 14 di dicembre del  1974. Era il compleanno del Cespi. Ho raccontato tanto su Ghielmetti. Della sua semplicità e del suo coraggio in collocarsi di fronte a un gruppo di amici suoi a Milano per appoggiare una esperienza come quella del Cespi. Ho raccontato come l’ho conosciuto – a Taizé -  e del gruppo che Ghielmetti ha messo in piedi – Sandro Balossi, Luigi Gatti e Giuseppe Bossi -. Ma era Ghielmetti l’anima del gruppo. La fiducia che lui aveva in me mi ha portato a fare, a costruire, cose di cui non m’immaginavo capace. Guidare la costruzione di una istituzione a Milano è stata una delle più belle esperienze della mia vita.
    Ebbene, quando è arrivata la sera, verso le sette, è ritornata la luce. Siamo riusciti a connettere a internet con un modem del portatile. E ho saputo. Ha voluto il destino che io sapessi della morte di Ghielmetti nel giorno del compleanno del Cespi. Lo prendo come un omaggio del destino all’amicizia che per sempre dedicherò alla persona meravigliosa che era Enrico Ghielmetti.
    Saluto a tutti. Appena le cose si sistemano qua, scriverò degli appunti sulla fondazione del Cespi, sulla storia istituzionale; sul perché, sui fondamenti del CESPI Ghielmetti ha già parlato nel suo bel e breve testo.
    Saudades e tristeza.

    Un abbraccio fraterno a tutti voi,
    Luiz

    Petropolis 15/12/2011