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	<description>Centro Studi Problemi Internazionali</description>
	<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 11:29:58 +0000</pubDate>
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		<title>Una&#8230;lezione dai bambini Sharawi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 11:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo volentieri la seguente lettera di una volontaria che ha ospitato un gruppo di bambini sharawi per un pomeriggio insolito.
Voglio  ringraziare,  anche  a  nome  di  mio nipote Fabio, volontario presso di voi,   il  CESPI  per  avermi  dato  la  possibilità  di  conoscere  alcuni  bambini  Saharawi  e,  attraverso  loro,  le  problematiche  di  un  popolo  che  vive  nei  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo volentieri la seguente lettera di una volontaria che ha ospitato un gruppo di bambini sharawi per un pomeriggio insolito.</p>
<p><em>Voglio  ringraziare,  anche  a  nome  di  mio nipote Fabio, volontario presso di voi,   il  CESPI  per  avermi  dato  la  possibilità  di  conoscere  alcuni  bambini  Saharawi  e,  attraverso  loro,  le  problematiche  di  un  popolo  che  vive  nei  campi  profughi  algerini  e  di  cui  nessuno  parla.</em></p>
<p><em>Ho  voluto  invitare  a  casa  nostra  questi  bambini,  con  le  loro  educatrici,  proprio  per  conoscerli  e  per  far  loro  trascorrere  un  pomeriggio  diverso  dal  solito.</em></p>
<p><em>Era  mia  intenzione  proporre  dei  giochi  musicali  con  l&#8217;uso  di  vari  strumenti  come  il  pianoforte,  il  violino,  il  violoncello,  il  metallofono  e  percussioni  varie.  Mi  ero  pertanto  preparata  con  Fabio  per  stabilire,  per  ogni  brano  eseguito,  semplici  interventi  musicali,  in  modo  che tutti  i  bambini  fossero  coinvolti.</em></p>
<p><em>La  cosa è  andata  in  modo  totalmente  diverso  e  certamente  molto  meglio  di  quanto  avevo  preparato.</em></p>
<p><em>Alla  vista  degli  strumenti  musicali  i  bambini  hanno  cominciato  a  suonare  in  modo  così  spontaneo,  così  divertente  e  così  gioioso,  da  farmi  rimanere  senza  parole.</em></p>
<p><em>Mi  sono  sentita  come  si  sente  un&#8217;insegnante  che,  nonostante  abbia  preparato  scrupolosamente  la  lezione,  si  trova  impotente  di  fronte  ad  una  classe  scatenata  che  non  la  segue  più.</em></p>
<p><em>La  situazione  mi  era  ormai  irrimediabilmente  sfuggita  di  mano,  anzi  i  ruoli  si  erano  scambiati.</em></p>
<p><em>Questi  bambini  stavano  dando  lezione  ad  una  docente  in  pensione  che,  per  deformazione  professionale,  pensa  di  avere  sempre  qualcosa  da  insegnare  agli  altri  e  si  mette  in  cattedra.</em></p>
<p><em>Imparavo,  grazie  a  loro,  come  si  possa  essere  felici  nella  scoperta  della  produzione  del  suono  attraverso  i  vari  strumenti  e  come  la  musica  sia  realmente  il  linguaggio  universale  per  antonomasia.</em></p>
<p><em>La  gioia  ed  il  sorriso  di  questi  bambini  erano  contagiosi  perché,  a  cominciare  da  me,  tutti  sorridevano  e  si  divertivano.</em></p>
<p><em>Non  dimenticherò  mai  Mohamed  che  suona  il  pianoforte  con  un  ritmo  costante  partendo  dalle  note  più  gravi  a  quelle  più  acute,  il  piccolo  Mohamed  al  metallofono,  Nay  e  Gali  con  il  violino,  la  piccola  Haha  con  le  maracas  e  Selma  più  riservata  che  sembra  essere  la  donnina  del  gruppo.  Tutti  sorridenti,  entusiasti  e  con  tanta  voglia  di  vivere.  Quanto  mi  hanno  insegnato!</em></p>
<p><em>Grazie  ancora  a  questi  &#8220;ambasciatori  di  pace&#8221;  e  per  me  anche  dispensatori  di  gioia.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Rosalia  Manenti</em></p>
<p><em>Sesto  San  Giovanni,  12-07-2010</em></p>
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		<title>Scuola di italiano per stranieri&#8230;&#8230;..un grazie</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altre attività]]></category>

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		<description><![CDATA[A conclusione  del ciclo di lezioni di italiano per stranieri organizzato dal CESPI, ci è giunta una lettera da alcuni partecipanti, che ci ha un pò commosso e resi più determinati per il prossimo ciclo della scuola.
Ecco la traduzione e, di seguito, l&#8217;originale
Cari amici del Cespi,
questa è la nostra ultima lezione, ma speriamo che molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A conclusione  del ciclo di lezioni di italiano per stranieri organizzato dal CESPI, ci è giunta una lettera da alcuni partecipanti, che ci ha un pò commosso e resi più determinati per il prossimo ciclo della scuola.</p>
<p>Ecco la traduzione e, di seguito, l&#8217;originale</p>
<p><em>Cari amici del Cespi,</em></p>
<p><em>questa è la nostra ultima lezione, ma speriamo che molti altri siano accolti qui in questo spazio come siamo stati accolti noi.</em></p>
<p><em>Non vogliamo partire senza dirvi l&#8217;importanza del CESPI nella nostra permanenza qui a Milano.</em></p>
<p><em>Questo non è un periodo facile per il migrante qui in Italia. Avere un altro colore e parlare un altro idioma sembra costituire per se stesso un crimine. Essere  percepiti come l&#8217;altro e a partire da questa condizione essere considerati di minor valore o un potenziale pericolo: è un dato che antropologicamente sappiamo situare e discutere. Ma i sentimenti non si accompagnano alla ragione e non possono essere spiegati da questa. E&#8217; molto difficile sentirsi straniero, che in questo momento sembra avere il significato più di estraneo che non di forestiero.</em></p>
<p><em>Alcuni dei sentimenti più leggeri e sereni che porteremo con noi da Milano sono in relazione al nostro convivio durante le nostre lezioni di italiano, segnate dalle  innumerevoli cose apprese che questi incontri ci hanno offerto.</em></p>
<p><em>Infatti non ci avete insegnato solo la lingua e gli aspetti della cultura, ma soprattutto ci avete detto che siamo benvenuti, e ci avete mostrato che il mondo può cambiare con  piccoli gesti.</em></p>
<p><em>E ringraziamo i nostri compagni di classe , compagni nell&#8217;esperienza di essere stranieri, per aver condiviso i piccoli mondi delle nostre molte culture.</em></p>
<p><em>Ringraziamo per l&#8217;accoglienza, per l&#8217;affetto e per le innumerevoli cose apprese.</em></p>
<p><em>Flavia , Gilson e Arturo</em></p>
<p>vedi la lettera originale</p>
<p><em><a href="http://www.cespi-ong.org/wp-content/uploads/2010/07/porto21.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-491" title="porto21" src="http://www.cespi-ong.org/wp-content/uploads/2010/07/porto21-216x300.jpg" alt="porto21" width="216" height="300" /></a><br />
</em></p>
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		<title>Bambini sahrawi tra noi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altre attività]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono arrivati finalmente i bambini sahrawi: il 30 giugno all&#8217;una e trenta di notte sono giunti alla scuola media don Milani sei bambini sahrawi portatori di differenti handicap. Sono due femmine e quattro maschi: Selma e Haha, con Mohamed Lamin e Mohamed Mulay, Gali e Nay, accompagnati da due donne del loro popolo: Raabuoub e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivati finalmente i bambini sahrawi: il 30 giugno all&#8217;una e trenta di notte sono giunti alla scuola media don Milani sei bambini sahrawi portatori di differenti handicap. Sono due femmine e quattro maschi: Selma e Haha, con Mohamed Lamin e Mohamed Mulay, Gali e Nay, accompagnati da due donne del loro popolo: Raabuoub e Nouha. Provengono tutti dai campi profughi presso Tindouf, nel deserto algerino, resteranno da noi fino al 30 luglio, dormendo nella casetta del custode della scuola ristrutturata dal Comune per loro. L&#8217;accoglienza è garantita dalla turnazione di 40/50 volontari ed organizzata dall&#8217;associazione Dadonnaadonna, dal CESPI e dalla Caritas salesiani, oltre che dall&#8217;Assessorato alla Cooperazione Internazionale del Comune. Un referente per ogni settimana di permanenza garantisce la &#8220;tenuta&#8221; del programma. Nel mese di Agosto i bambini si trasferiranno a Gavardo per poi fare ritorno ai campi profughi. Mentre sono in Italia potranno effettuare controlli sanitari specifici ed uno screening generale del loro (malfermo) stato di salute, che saranno riferiti ai medici dei campi in cui (soprav)vivono.</p>
<p>Ancora una volta la capacità di accoglienza dei sestesi è stata all&#8217;altezza della sfida posta.</p>
<p>vedi manifesto di accoglienza</p>
<p><a href="http://www.cespi-ong.org/wp-content/uploads/2010/07/saharawi_manifesto_colore-1.pdf">saharawi_manifesto_colore-1</a></p>
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		<title>Campagna &#8220;Education for All&#8221;</title>
		<link>http://www.cespi-ong.org/campagna-education-for-all/</link>
		<comments>http://www.cespi-ong.org/campagna-education-for-all/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altre attività]]></category>

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		<description><![CDATA[Aderiamo alla Campagna e sottoscriviamo!!
72 milioni di bambini e di bambine non possono leggere queste parole.
Di questi, ben 33 milioni non vanno a scuola nella sola Africa.
L&#8217;educazione può sconfiggere la povertà.
 
Ecco tre buoni motivi per aderire a &#8220;1 Goal: Education for All!&#8221;, campagna lanciata in occasione dei campionati mondiali di calcio in Sudafrica.
Aiutaci a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Aderiamo alla Campagna e sottoscriviamo!!</p>
<p align="center"><strong>72 milioni di bambini e di bambine non possono leggere queste parole.</strong></p>
<p align="center"><strong>Di questi, ben 33 milioni non vanno a scuola nella sola Africa.</strong></p>
<p align="center"><strong>L&#8217;educazione può sconfiggere la povertà.</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Ecco tre buoni motivi per aderire a &#8220;1 Goal: Education for All!&#8221;, campagna lanciata in occasione dei campionati mondiali di calcio in Sudafrica.</strong></p>
<p align="center"><strong>Aiutaci a fare pressione sui governi affinché mantengano le loro promesse e garantiscano a tutti i bambini del mondo la possibilità di andare a scuola!</strong></p>
<p align="center"><strong>Firma anche tu su <a href="http://fastmail.fastwebnet.it/cp/ps/Mail/ExternalURLProxy?d=fastwebnet.it&amp;u=blanco.giuseppe&amp;url=http://www.join1goal.org&amp;urlHash=-3.546020862481411E79" target="_BLANK㵰쿏〣芄毈㇀ㆰ쿝〣">www.join1goal.org</a>! </strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p align="center"><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Confucio e&#8230;..l&#8217;Istituto</title>
		<link>http://www.cespi-ong.org/confucio-elistituto/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 16:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nuovi sestesi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Carneade, chi era costui?&#8221; si chiedeva il pavido Don Abbondio all&#8217;inizio di un capitolo de &#8220;I promessi sposi&#8221;.
Confucio, chi era costui? Mi sono chiesto io, indagando sull&#8217;istituto che prende il nome da questo personaggio, da noi italiani mille volte citato anche se solitamente senza cognizione di causa.
Bene, scopro che Confucio è stato il fondamentale filosofo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Carneade, chi era costui?&#8221; si chiedeva il pavido Don Abbondio all&#8217;inizio di un capitolo de &#8220;I promessi sposi&#8221;.</p>
<p>Confucio, chi era costui? Mi sono chiesto io, indagando sull&#8217;istituto che prende il nome da questo personaggio, da noi italiani mille volte citato anche se solitamente senza cognizione di causa.</p>
<p>Bene, scopro che Confucio è stato il fondamentale filosofo cinese il cui pensiero verte, tra le altre cose, su una profonda etica da applicare alla politica; una sorta di Socrate con gli occhi a mandorla anche se, va detto, sarebbe più giusto parlare di Socrate come di un Confucio con gli occhi rotondi, visto che il cinese morì una decina di anni prima della nascita del greco.</p>
<p>Quello che più mi ha colpito nel leggere del filosofo è stato il suo essere vissuto in quella che viene ricordata come il &#8220;periodo delle primavere e degli autunni&#8221; un&#8217;epoca in cui i vari stati che componevano una Cina ancora non unificata si facevano guerra tra di loro.</p>
<p>Chissà se nel dare il nome Confucio all&#8217;istituto di cultura cinese si è dato un minimo peso a questa cosa? Io sono stato stimolato a cercare delle analogie.</p>
<p>L&#8217;istituto Confucio che ha sede nelle più importanti università italiane e, dallo scorso ottobre, anche nel polo di Mediazione Linguistica e Culturale di Sesto San Giovanni, ha come scopo quello di promuovere la lingua e la cultura del paese nel resto del mondo e riconsegnare questa lingua e questa cultura in primo luogo ai giovani figli di cinesi emigrati.</p>
<p>La filosofia di Confucio ha avuto un ruolo importantissimo nella crescita della dinastia Han, la prima riuscita nell&#8217;intento di unificare, sotto un unico nome, tutti gli stati che sino ad allora erano stati divisi.</p>
<p>Trovo affascinante pensare all&#8217;istituto Confucio come ad un tentativo, in continua crescita, di unire i cinesi che si stanno separando e allontanando sempre di più, non solo fisicamente, dal gigantesco paese estremo-orientale, per assicurare ad esso un forte futuro fatto di nuove influenze culturali, ma anche garantire a quelli che saranno i suoi studenti un solido collegamento con la loro tradizione in modo che non si creino pericolose dinamiche di spersonalizzazione che portano, come vediamo, ad una cattiva integrazione e, a volte, ad un rifiuto di essa.</p>
<p>&#8220;Colui che desidera assicurare il bene di altri si è già assicurato il proprio&#8221; diceva Confucio.</p>
<p>Quindi son sicuro che questo esperimento che vede i suoi frutti già in 64 paesi oltre all&#8217;Italia avrà un futuro florido e ottimi risultati anche qui nella nostra città, così lontana da Pechino.</p>
<p>Michele Foggetta</p>
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		</item>
		<item>
		<title>I laboratori interculturali Cespi</title>
		<link>http://www.cespi-ong.org/i-laboratori-interculturali-cespi/</link>
		<comments>http://www.cespi-ong.org/i-laboratori-interculturali-cespi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 16:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nuovi sestesi]]></category>

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		<description><![CDATA[I laboratori interculturali Cespi
Anche quest&#8217;anno il Cespi ha realizzato laboratori interculturali per i bambini della scuola primaria, per i ragazzi delle scuola secondaria di primo grado ( presso l&#8217;Istituto comprensivo Rovani) e per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado (Erasmo da Rotterdam). Chi passa dal Cespi talvolta ci interroga su cosa significhi laboratorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I laboratori interculturali Cespi</strong></p>
<p>Anche quest&#8217;anno il Cespi ha realizzato laboratori interculturali per i bambini della scuola primaria, per i ragazzi delle scuola secondaria di primo grado ( presso l&#8217;Istituto comprensivo Rovani) e per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado (Erasmo da Rotterdam). Chi passa dal Cespi talvolta ci interroga su cosa significhi laboratorio interculturale e in genere si sofferma sulla parola interculturale, piuttosto che sulla parola laboratorio. Si immagina, forse, qualcosa come un giro intorno al mondo, la scoperta di musica e fiabe di lontana provenienza, l&#8217;approfondimento di culture esotiche. Senza escludere queste possibilità, che a volte tuttavia possono nascondere un&#8217; inconsapevole visione etnocentrica, è importante farsi un&#8217;immagine nuova: laboratorio non è tanto un workshop ( traduzione in termini attuali del concetto di bottega di lavoro), quanto piuttosto uno spazio-tempo in cui qualcosa di nuovo avviene in qualcuno, se mette in gioco la propria emotività e l&#8217; intelligenza. Il gruppo di un laboratorio è un piccolo mondo in cui chi si lascia accogliere e trasportare dall&#8217;incontro cambia la propria pelle e illumina lo sguardo dell&#8217;altro. Per questo (e altro ancora) i laboratori Cespi non riguardano nello specifico problemi di immigrazione, ma si rivolgono a tutti: cittadini, nuovi e no, bambini e adulti, genitori e insegnanti, in una prospettiva di inclusione che riconosce le condizioni di chi oggi, qui, è coinvolto in una dinamica di confronto e trasformazione già in atto. Si tratta di  un processo di ricerca-azione di un&#8217;identità culturale propria, attraverso l&#8217;incontro con quella dell&#8217;altro. La cultura e l&#8217;identità del gruppo diventa in questo modo un prodotto di sintesi nuovo, continuamente esposto a ulteriori modificazioni.</p>
<p>La tensione ideale è rivolta a ciò che ci definisce non come abitanti di un tal posto o un tal altro, ma come esseri dotati di umanità, capaci di lasciare sul mondo un&#8217;impronta di bellezza ( per questo motivo i laboratori di arte e intercultura) , persone avvicinate da arcipelaghi di conoscenza che rompono l&#8217;isolamento dell&#8217;essere ( laboratorio delle isole inteso come percezione del sé in continua costruzione) , individui disposti a decentrare il proprio punto di vista e ad ascoltare e cercare di ripetere il cicaleccio gioioso delle lingue ( laboratori delle mappe astronomiche e geografiche o delle lingue madri), abituandosi ai sapori e ai saperi sottesi ai cibi di cui ci nutriamo (laboratorio sul cibo).</p>
<p>Il modello proposto è quello di un vero e proprio &#8220;sistema di laboratori&#8221;, un&#8217; articolazione necessaria ad affrontare alcune tematiche connesse alla complessità dei concetti di identità e radici, cultura, diversità e integrazione. Cosa sia quest&#8217;ultima , nella più vera accezione, ce lo insegna la sua etimologia:  preservare il diritto di ciascuno alla realizzazione di sé e alla pienezza di vita.</p>
<p>È un progetto dalle finalità elevate, per il quale serve lo sforzo congiunto di tutti: è questa la motivazione che spinge il Cespi a creare sul territorio di Sesto ( e dei dintorni e del mondo) una rete di relazioni che include il Comune, la Biblioteca, la scuola, altri enti formativi: un&#8217;immensa realtà composita, una fucina di accoglienza e trasformazione. Chi a Maggio ha visitato la mostra dei laboratori e ci ha regalato un pensiero accanto alla firma ha potuto gustare l&#8217;articolazione dei contenuti dei laboratori interculturali e farsi in qualche modo partecipe dei valori di cui sono portatori: conoscenza, reciprocità, allargamento delle proprie visuali.</p>
<p>Giovanna Gelmi</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Sudafrica oggi</title>
		<link>http://www.cespi-ong.org/sudafrica-oggi/</link>
		<comments>http://www.cespi-ong.org/sudafrica-oggi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 15:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[domenica 27 giugno 2010 ore 18
presso il cortile della Biblioteca Civica di Sesto S. Giovanni
conversazione su &#8220;Sudafrica oggi&#8221;
con
Itala Vivan 
Itala Vivan  è professore di studi culturali e postcoloniali all&#8217;Università degli Studi di Milano. È una nota studiosa ed esperta del mondo della postcolonialità contemporanea. Si è soffermata in modo speciale sulla cultura e la vicenda del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>domenica 27 giugno 2010 ore 18</strong></p>
<p>presso il cortile della Biblioteca Civica di Sesto S. Giovanni</p>
<h2><span style="font-weight: normal;">conversazione</span><strong> su &#8220;Sudafrica oggi&#8221;</strong></h2>
<p>con</p>
<p><strong>Itala Vivan </strong></p>
<p>Itala Vivan  è professore di studi culturali e postcoloniali all&#8217;Università degli Studi di Milano. È una nota studiosa ed esperta del mondo della postcolonialità contemporanea. Si è soffermata in modo speciale sulla cultura e la vicenda del Sudafrica, seguendone la parabola di liberazione sino all&#8217;oggi.</p>
<p><strong>Roberto  Pedretti</strong></p>
<p><strong></strong>Roberto Pedretti é docente di cultura inglese all&#8217; Università degli studi di Milano</p>
<p>sarà presente il console del Sudafrica a Milano</p>
<p>seguirà la proiezione del film &#8220;Invictus&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una fiaba con i bernoccoli</title>
		<link>http://www.cespi-ong.org/una-fiaba-con-i-bernoccoli-2/</link>
		<comments>http://www.cespi-ong.org/una-fiaba-con-i-bernoccoli-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 15:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>

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		<description><![CDATA[venerdì 25 giugno 2010 - ore 11
presso la galleria Massimo di Adria (Rovigo)
nell&#8217;ambito della manifestazione &#8220;Alè! Adria legge&#8221;
presentazione del libro &#8220;Una fiaba con i bernoccoli&#8221;
con Giovanna Gelmi (autrice) e Francesca Carta (illustratrice)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>venerdì 25 giugno 2010 - ore 11</strong></p>
<p>presso la galleria Massimo di Adria (Rovigo)</p>
<p>nell&#8217;ambito della manifestazione &#8220;Alè! Adria legge&#8221;</p>
<h2><span style="font-weight: normal;">presentazione del libro</span> <strong>&#8220;Una fiaba con i bernoccoli&#8221;</strong></h2>
<p>con Giovanna Gelmi (autrice) e Francesca Carta (illustratrice)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>bambini Saharawi: cena solidale</title>
		<link>http://www.cespi-ong.org/bambini-saharawi-cena-solidale/</link>
		<comments>http://www.cespi-ong.org/bambini-saharawi-cena-solidale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 09:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altre attività]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 22 giugno 2010 ore 20.30
Villa Zorn, Pino Argentato presso il circolo ANPI
via Cesare da Sesto 113
Cena Solidale
per accogliere 8 bambini Saharawi ospiti a Sesto S. Giovanni dal 4 al 31 luglio
leggi il volantino
cena-solidale
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 22 giugno 2010 ore 20.30</p>
<p>Villa Zorn, Pino Argentato presso il circolo ANPI</p>
<p>via Cesare da Sesto 113</p>
<h1><strong>Cena Solidale</strong></h1>
<p>per accogliere 8 bambini Saharawi ospiti a Sesto S. Giovanni dal 4 al 31 luglio</p>
<p>leggi il volantino</p>
<p><a href="http://www.cespi-ong.org/wp-content/uploads/2010/06/cena-solidale.pdf">cena-solidale</a></p>
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		<title>Stranieri senza permesso di soggiorno a Sesto S. Giovanni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 13:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E&#8217; da oggi disponibile sul sito la pubblicazione curata dal CESPI nel 2008 sugli stranieri senza per messo di soggiorno a Sesto S. Giovanni.
&#8220;La ricerca qui presentata analizza una popolazione di 444 immigrati senza permesso di soggiorno, presenti a Sesto San Giovanni nel 2007.
Le informazioni sono state raccolte attraverso la somministrazione di un questionario, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da oggi disponibile sul sito la pubblicazione curata dal CESPI nel 2008 sugli stranieri senza per messo di soggiorno a Sesto S. Giovanni.</p>
<p>&#8220;<em>La ricerca qui presentata analizza una popolazione di 444 immigrati senza permesso di soggiorno, presenti a Sesto San Giovanni nel 2007.</em></p>
<p><em>Le informazioni sono state raccolte attraverso la somministrazione di un questionario, da parte degli operatori di associazioni di volontariato e della scuola</em></p>
<p><em>per stranieri adulti, a tutti gli immigrati senza permesso di soggiorno di età superiore o uguale a 18 anni, al loro primo accesso alle istituzioni partecipanti</em></p>
<p><em>alla rilevazione.</em></p>
<p><em>Le informazioni raccolte, elaborate dai curatori della ricerca, hanno permesso di analizzare le condizioni socio-economiche, con particolare riguardo alla situazione</em></p>
<p><em>famigliare, scolarizzazione, lavoro e situazione abitativa, suddivise per sesso, classi di età, paese di provenienza.</em></p>
<p><em>Ai dati numerici sono state affiancate storie di migranti raccolte attraverso interviste che hanno indagato le condizioni di queste persone nei paesi d&#8217;origine, le motivazioni alla base della decisione di emigrare, le aspettative e le situazioni vissute nel nostro paese, le prospettive.</em></p>
<p><em>In allegato alcune storie di Rom romeni e le impressioni di un cittadino di Sesto San Giovanni che vive in una zona adiacente un campo rom abusivo&#8221;.</em></p>
<p>Scarica il rapporto<em></em></p>
<p><em><a href="http://www.cespi-ong.org/wp-content/uploads/2010/06/stranieri.pdf">stranieri</a><br />
</em></p>
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