da Abobo – 19 Marzo 2016

da Abobo – 19 Marzo 2016

     

    Carissimi tutti

     

    Chissà se un giorno riuscirò a scrivervi senza quel senso di colpa di essere sempre in ritardo…?  Ma questa volta mi difende la differenza tra i nostri calendari: mentre voi domani celebrate la domenica delle palme , noi riceviamo le ceneri e iniziamo giusto adesso la nostra Quaresima. Anche se, come sempre ci ripeteva il nostro vescovo Abba Angelo…qui siamo un po’ sempre in quaresima…

    Quest’anno l’Etiopia sta facendo parlare di sé anche troppo…nel bene e nel male….in Addis Abeba è terminata la metropolitana urbana(esterna) totalmente pagata e tuttora gestita dai Cinesi, si respira fortemente la determinazione  di diventare una grande metropoli in Africa con continue costruzioni e investimenti edilizi  ostentando la fama ormai conquistata di un paese dalla crescita economica rapida…. una capitale sempre più grande e moderna che però rispecchia sempre meno la vera realtà  del resto del paese . Quasi 100 milioni di abitanti che vivono quasi tutti in zone rurali e dunque vulnerabili al diffuso cambio climatico:   parecchie zone sono colpite da siccità e oltre 10 milioni sono le persone ancora una volta a rischio fame….

    Situazioni stridenti , che provocano inevitabilmente reazioni nella popolazione.

    Infatti negli ultimi mesi ci sono stati parecchi conflitti in zone diverse del paese, ma soprattutto nella regione oromo , con scontri gravi tra studenti e polizia, attacchi a gruppi etnici minori, a magazzini governativi, e purtroppo anche ad alcune missioni. Una delle missioni è stata quasi completamente distrutta.

     

    Anche nella nostra regione di Gambella, incluso qui ad Abobo, ci sono stati conflitti tra i due gruppi etnici predominanti, provocando immediatamente una violenza che sembra purtroppo sempre lì, latente, pronta a lasciarsi scatenare alla prima occasione. Per un po’ tutto si paralizza: le scuole chiudono, i mezzi di trasporto non girano, gli uffici non aprono, i compagni di lavoro – studio – gioco si trasformano in un attimo in nemici… rivelando la fragilità della convivenza . Ora però da noi  tutto è calmo, e si respira un clima di tranquilla normalità.

     

    E’ notevole l’influenza della grave instabilità del vicino Sud Sudan, da cui continuano ad arrivare rifugiati ,tutti della stessa etnia nuer. Degli 800.000 presenti in Etiopia, solo in Gambella ce ne sono 250,000. La situazione è complicata e difficile da gestire, e un giudizio obiettivo mi sorpassa completamente.

    Ma mentre la soluzione di tutti questi cambiamenti politici e demografici resta in ben altre mani , noi continuiamo qui ad Abobo il nostro lavoro tra la gente.

    Tentando semplicemente di essere innanzitutto presenza significativa, aiutandoci a trasformare gli avvenimenti buoni o tristi della vita , in opportunità di riflessione  , per crescere e prendere coscienza e scegliere ogni volta gesti di pace. Un impegno quotidiano all’invito al dialogo in ogni occasione di tensione, di divisione, di conflitto,….e vi assicuro che negli ultimi mesi proprio queste ultime “piccole cose” sono quelle che ci stanno prendendo quasi tutte le energie. …

    Energie già continuamente messe alla prova dal clima che in questi mesi è pesante, è caldissimo, ti sfiacca e ti rende intollerante… per fortuna  il vento di questi ultimi giorni ci sta ricordando che la pioggia arriverà…

    Il Centro sanitario continua il servizio alla gente e ai malati che stanno diventando sempre più diversificati. Negli ultimi mesi abbiamo la presenza di un gruppo etnico nuovo, i Fellata, nomadi che si muovono attraverso le frontiere  in gruppi numerosi, con cammelli o asini, parlano una lingua diversa e solo alcuni anche l’arabo , e sono per noi un mondo nuovo. I bambini belli e indipendenti, abituati a sopravvivere nelle avversità che la vita nella savana impone loro , senza infrastrutture né possibilità di difendersi facilmente…le donne forti come rocce ,capaci di sopportare qualsiasi fatica…e riescono a mandarci in crisi quando si ammalano veramente di patologie a noi sconosciute, e che non riusciamo né a diagnosticare né a trattare…Da sempre abituati a trattare ogni male con rimedi locali, a volte  si rivolgono a noi  sperando che i farmaci facciano “miracoli”….e aumentando la nostra frustrazione quando evidentemente questo non succede!

    Un altro grosso impegno di questi mesi è una campagna che abbiamo organizzato in tutti i villaggi del distretto, e che ancora non è finita: educazione sanitaria su igiene e vaccinazioni, rischi legati ad alcune pratiche tradizionali come le mutilazioni genitali femminili,  controllo parassitosi per prevenire le anemie nelle donne gravide e nei bambini,  e distribuzione a tutti, adulti e bambini,  di antiparassitari. E come  premio alle donne che sono  venute ad ascoltare , diamo un sapone.

    Sta andando bene. E’ un bel modo di entrare di più in contatto con la gente lì dove abita, uscendo dalla struttura.

    E cerchiamo di non perdere mai di vista l’impegno prioritario verso i più poveri ( con diverse attività supporto di cibo, sostegno concreto per anziani che non possono rifarsi il tetto della casa, aiuto speciale ad alcune famiglie   ) e verso i più piccoli (con gli asili, la biblioteca e lo studio assistito ogni pomeriggio per gruppi di ragazzini e attività quotidiane di gioco e tornei nell’oratorio …)

    Così iniziamo ancora una volta il nostro cammino cercando di fermarci ogni tanto per non rischiare di perdere la direzione, per ricaricare alla fonte le energie necessarie, per rivedere le ragioni, puntando ancora una volta solo sull’Essenziale.

    Buona Pasqua a tutti voi, e grazie di cuore per sostenerci e accompagnarci  sempre.

    Tere

    Abobo 19 Marzo 2016