CESPI, Scuola di italiano: bilancio di un anno

CESPI, Scuola di italiano: bilancio di un anno

    Nell’anno scolastico 2010-2011 gli iscritti al corso di italiano per stranieri sono complessivamente 133, cosi suddivisi per nazionalità:

    Ecuador

    Egitto

    Marocco

    Perù

    Russia

    Senegal

    Altri

    Totale

    8

    60

    10

    12

    5

    5

    33

    133

    La scuola di italiano prevede due corsi giornalieri e due serali, distribuiti in fasce orarie diverse in modo da rendere il servizio più vario ed accessibile a tutti. I corsi si articolano in tre livelli a seconda del grado di preparazione degli studenti: livello di alfabetizzazione, intermedio e avanzato. Le aspettative degli studenti variano a seconda del livello iniziale di conoscenza della lingua, ma tendenzialmente esprimono la necessità di imparare e migliorare soprattutto il parlato, fondamentale per orientarsi nelle situazioni quotidiane. Nelle lezioni del corso di alfabetizzazione perciò gli insegnanti cercano di fornire le basi grammaticali scritte necessarie per l’apprendimento della lingua e simulano insieme agli studenti situazioni concrete e quotidiane volte a potenziare appunto la lingua parlata. I principali obiettivi del corso avanzato sono invece la correttezza di scrittura e di lettura, il potenziamento del parlato attraverso dibattiti su temi di attualità e di confronto culturale. Nelle lezioni del livello intermedio si cerca di consolidare le conoscenze acquisite nel corso di alfabetizzazione e si continua il potenziamento sia dello scritto che del parlato.

    Gli insegnanti, tutti volontari (in gran parte ex professori della scuola statale), sono 11 con impegno annuale, supportati da cinque stagisti con impegno temporaneo e provenienti dalle università di Milano. La didattica è strutturata in modo autonomo: gli insegnanti utilizzano il materiale presente nella biblioteca del CESPI e adattano le lezioni al livello e alle necessità degli studenti dei singoli corsi.

    Diverse sono le difficoltà emerse durante lo svolgimento del corso, prima fra tutte l’irregolarità nella frequenza delle lezioni a causa di impegni lavorativi o famigliari degli studenti che ostacola la progettazione di un percorso continuativo. A rendere difficile l’apprendimento della lingua interviene inoltre la mancanza di occasioni di esercitazione pratica nella vita quotidiana. Fuori dal contesto scolastico, infatti, la maggior parte degli studenti parla la propria lingua, poiché si trova a contatto prevalentemente con connazionali. In molti gruppi si riscontra un certo grado di disomogeneità nel livello di preparazione scolastica raggiunto nel paese di provenienza. Si spazia dall’analfabetismo o quasi al possesso di un titolo di studio (diploma o laurea). Adattare le lezioni ai diversi livelli presenti in un unico gruppo risulta pertanto complicato.

    Nonostante le difficoltà i risultati sono buoni: gli iscritti che partecipano costantemente alle lezioni migliorano notevolmente, sia nello scritto che nel parlato. Riescono ad interagire in modo abbastanza autonomo sia nel corso di alfabetizzazione che nell’avanzato.

    Una testimonianza evidente del lavoro fatto alla Scuola di Italiano del CESPI sono le due brevi cronache che proponiamo qui di seguito scritte per il nostro sito da Ravi, arrivato dalle Isole Mauritius due anni fa.

    di Giorgia Festa

    Garibaldini e calciatori, cioè praticamente italiani

    di Ravi

     

     

    La sfilata dei nuovi garibaldini

    Sabato 14 maggio sono andato alla piazza del Rondò. Lì c’era una celebrazione per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia. C’erano tante persone che portavano le magliette di colore rosso per rendere omaggio a Garibaldi.

    C’erano tante donne, mamme e bambini di diversi paesi. Il tempo era bello, con un sole radioso. Quando stavo camminando tra la folla, ho visto gente che piangeva e in quel momento ho capito che anche gli Italiani in 150 anni hanno affrontato molte difficoltà e molti problemi, proprio come gli stranieri che stavano sfilando con loro. Questa giornata è stata molto emozionante e molto gioiosa. C’erano anche le bande che suonavano gli strumenti folkloristici. Alla fine la folla si è diretta verso il Carro Ponte. Lì c’era un concerto di Khaled, un famoso cantante algerino. Per me questa giornata è stata una grande esperienza e mi ha anche portato tanta felicità.

     

     

     

    Partita di calcio con i ragazzi di Lampedusa

    Mercoledì 25 maggio sono andato con i ragazzi che venivano da Lampedusa al Parco Nord per una partita di calcio. C’erano undici persone di diversi paesi d’Africa: Nigeria, Costa d’Avorio, Senegal…

    L’appuntamento era vicino alla scuola davanti al ponte del Parco Nord. Durante il percorso avevo conversato con i ragazzi; alcuni parlavano francese, altri inglese e siccome io parlo queste due lingue, era stato facile per me entrare nel loro gruppo e comunicare. Mi hanno detto che il loro viaggio sulla barca era stato molto difficile e anche molto pericoloso, con il mare scatenato, con le onde molto alte. Su questa barca c’erano cinquecento persone. Soprattutto per i bambini e le donne è stato più difficile. Il viaggio è durato due giorni, due giorni di paura e di digiuno. Per loro questo viaggio è stato un grande rischio. Però questo è il prezzo da pagare perché nei loro paesi c’è la guerra civile, c’è la povertà, non c’è alcuna prospettiva.

    Alla fine abbiamo giocato al calcio ed erano molto contenti di questa partita. Anch’ io ero contento.