Abobo 15 Ottobre ‘17

Abobo 15 Ottobre ‘17

    Carissimi amici

    Finalmente riesco ad avere un pochino di tempo per raccontarvi un po’ di noi, della vita da questa parte del mondo. Vita che, come ovunque , può essere ripetitiva e scontata, o al contrario scoperta quotidiana di novità e di bellezza , dipendendo dallo sguardo con cui ci soffermiamo ad analizzare gli eventi di ogni giorno.  Una cosa è certa: qui siamo in una perenne scuola di umanità.

    L’ estate è stata densa di attività con i ragazzi , grazie alla presenza di un gruppo di volontari venuti dalla Spagna , che si sono affiancati ai nostri giovani , veri protagonisti delle varie iniziative , dal rinforzo scolastico  e altre attività didattiche ai giochi e animazione per i più piccoli.

    La pioggia è stata l’elemento più costante di questi mesi….tanta assiduità e abbondanza non si era vista negli ultimi anni…per dire insomma che non ha smesso di piovere da maggio a fine settembre…e continua esageratamente anche adesso, mentre i contadini invocano il sole per far seccare il mais e poterlo raccogliere per l’anno appena iniziato. Evidentemente  siamo parte anche noi del disequilibrio generale , perché allo stesso tempo la zona est dell’Etiopia e la Somalia stanno vivendo una siccità pazzesca con 8 milioni di persone che non vedono la pioggia da anni, vivendo una carestia e siccità preoccupanti, che ha indotto il Governo a chiedere ancora aiuto ufficale alle grandi potenze. Non meno rassicurante  comunque è stato l’intervento governativo che mentre chiedeva  aiuto per queste regioni contemporaneamente vendeva al confinante Kenya migliaia di tonnellate di mais…. E chi ci capisce qualcosa?

    A metà agosto abbiamo vissuto un evento tragico: Amanuel, uno dei nostri lavoratori dell’ospedale, è stato attaccato da un grosso coccodrillo , che lo ha trascinato via per sempre. Era al fiume vicino a casa, dopo il lavoro  all’ora del tramonto, dove ogni giorno portava i suoi bambini a lavarsi. I due più grandi, 5 e 7 anni.  E’ successo davanti a loro. Nonostante tutte le ricerche ,il corpo non si è più ritrovato, e questa è stata una ulteriore sofferenza per la famiglia e per la gente. Un vero shock per tutti , inatteso , perché è la prima volta che succede in maniera così grave. Amanuel era un giovane  che ha lavorato con noi per diversi anni, una persona silenziosa e dolce, un lavoratore fedele e forte. Abbiamo promesso che aiuteremo, per quanto possibile,  i suoi bambini a crescere.

    In settembre abbiamo iniziato il nuovo anno, il 2010 secondo il calendario etiopico, e con la ripresa delle scuole materne  e delle varie attività per i ragazzi,continuiamo il nostro impegno a sostegno di chi fa più fatica . Una delle iniziative è stata la preparazione di racconti per ragazzi in anywak, la lingua locale. Non esistono racconti scritti in anywak, ed eravamo convinti che invece  sarebbero stati uno strumento in più per insegnare ai ragazzi a leggere nella loro lingua. Sono racconti originali, tradotti da alcuni dei nostri giovani che hanno insegnato nella nostra  biblioteca  in questi anni facendo doposcuola. Dopo aver aggiunto i disegni (basati su foto di vita quotidiana dei nostri villaggi) li abbiamo fatti stampare e fatto 1,500 copie. Servono ora  per i nostri ragazzi della library, oratorio, e delle scuole della città, oltre che proporli anche alle altre missioni vicine a noi.

    L’ospedale continua nelle varie attività ad essere centro di riferimento , soprattutto per mamme e bambini, e nel garantire qualità e  competenza nella gestione delle patologie più frequenti e croniche , come la malaria, la tubercolosi, l’aids. Il ricambio del personale infermieristico qualificato purtroppo rimane una sfida continua, che ci obbliga a ricominciare ogni volta da capo con i nuovi che dobbiamo assumere.  Del resto il costante aumento di profughi in fuga dal Sud Sudan , che ha fatto notizia sulle prime pagine anche dei quotidiani italiani, porta un aumento parallelo anche di organizzazioni di aiuti, con una conseguente crescente domanda di assunzioni di personale. Oltre alla tristezza per i continui scontri in Sud Sudan, non è facile immaginare l’evoluzione di questi grossi spostamenti di massa verso un Paese, l ‘Etiopia, che nonostante la crescita economica ufficiale , non riesce a raggiungere una sua stabilità e dove la pace e la convivenza tra tante etnie diverse è continuamente messa a rischio .

    Maria e io continuiamo nell’impegno di camminare con questa gente, semplicemente tentando di rispondere alle sfide di ogni giorno con il nostro esserci. E con la consapevolezza che è bello sapersi strumenti nelle mani di un Padre che vuole solo il bene di ciascuno dei suoi figli.

    Grazie a tutti voi per il sostegno che ci date. Un saluto caro a ciascuno di voi

    Tere