A scuola con la mamma

A scuola con la mamma

    A SCUOLA CON LA MAMMA

    Mamme, bambini, passeggini, chiacchiere: ecco cosa anima “La Girandola” di via Boccaccio ogni lunedì e mercoledì mattina da novembre. Beh, tutto normale visto che stiamo parlando di un asilo nido … quello che non vi abbiamo ancora detto è che questo via vai colorato si trasforma in una Babele di suoni e lingue che si rincorrono e si incontrano.

    Quello che ci piacerebbe raccontare è cosa significa per noi la scuola di italiano “Lingua-madre” che, grazie alla sinergia tra le cooperative Uniabita e Icaro 2000, la fondazione Auprema onlus e il CESPI, dà la possibilità alle mamme straniere presenti sul territorio di frequentare un corso di lingua italiana, mentre i loro bambini (di età compresa tra zero e tre anni) vivono un momento di scoperta e socializzazione attraverso il gioco.                                                                          Vorremmo presentare questo progetto da tutti i punti di vista, chiedendo alle mamme che frequentano la scuola di raccontarla, ma anche all’educatrice e alle volontarie che seguono i piccoli e,  perché no, magari attraverso dei bei disegni potrebbero essere i bambini stessi a dare il loro contributo. Accontentavi, per cominciare, del racconto delle due insegnanti:

    Il primo pensiero è stato “E adesso come faccio a ricordare tutti i nomi?!”.  Avevo davanti a me un bel gruppetto di donne marocchine ed egiziane impazienti di cominciare la prima lezione dopo l’incontro di presentazione del corso, e avrei voluto farle sentire a loro agio nonostante le difficoltà linguistiche. Ma poi chiamare ognuna per nome è diventato spontaneo e non ho dovuto fare troppi sforzi per collegare i volti all’elenco del registro: era quello che desideravo, non avere solo una classe ma un gruppo familiare in cui provare ad abbattere, piano piano, le distanze.                                                                                                                                                                               Certo, non è sempre tutto facile: c’è un po’ di confusione tra verbo avere e verbo essere, le occasioni per esercitare la lingua al di fuori della scuola rimangono scarse, ma la cosa importante è avere creato uno spazio in cui le donne si sentano accolte.

    Vedere mamme che vengono a scuola nonostante  un malanno, il brutto tempo o la distanza ci dimostra che forse abbiamo intrapreso la strada giusta per creare non solo un corso di lingua, ma soprattutto una possibilità di incontro e accoglienza. (Anna Villa)

    -Mamma!! Mammmaaaaaaa!!!…- oggi è una giornata difficile, o divertente, a seconda dei punti di vista: i bimbi si sono messi d’accordo per fare i turni con gli attacchi di nostalgia e vengono in gita dalle loro mamme. Adesso arriva Susu con il faccino ansioso; la mamma la prende in braccio e le dà la merenda, mentre con l’altra mano continua a scrivere quello di cui stiamo parlando oggi a lezione: “Qual è il tuo colore preferito? Qual è il tuo piatto preferito?” Anch’ io ho un piccolo di due anni e so bene che ci capita spesso di dover fare tre o quattro cose alla volta, come i giocolieri: e adesso c’è una sfida in più, doversi esprimere in una lingua straniera.  Ma la voglia di imparare è tanta, e ci attacchiamo tenacemente a queste poche parole, che sono come un ponte tra di noi. I nostri bambini pronunciano per la prima volta i  nomi delle cose, noi li impariamo, in italiano, tutti daccapo: siamo brave quasi come loro. E se per imparare il lessico del viso giocassimo a  “indovina chi”? Se per studiare l’imperativo usassimo le ricette dei piatti che cuciniamo? Se quando farà bel tempo andassimo tutti in gita? E se l’anno prossimo il volantino, oltre che in arabo, lo traducessimo anche in cinese, in hindu, in spagnolo? Le idee sono tante, il tempo un po’ meno…ma si sa, il tempo di una mamma vale doppio. Non ci sembra vero quando possiamo staccare un po’, quando i nostri bambini giocano e sono contenti, mentre noi facciamo qualcosa di bello per noi stesse, una volta tanto. Forse è per questo che oggi la mamma di Youssef dice: -“Qual è il tuo giorno della settimana preferito?”E’ mercoledì, e lunedì, quando c’è la scuola!-

    (Maria Simona Borella)